giovedì 27 luglio 2017

Oria 11 - 12 - 13 Agosto 2017


Robin Hood. la leggenda 1991


Robin Hood. Regia di lohn Irvin 

E' un film del 1991 diretto da John Irvin e interpretato da Patrick Bergin e Uma Thurman.Inghilterra, XII secolo: Much, un mugnaio, è braccato da Sir Miles Folcanet e dai suoi uomini, per aver cacciato di frode nel territorio normanno. Durante la corsa, Much si imbatte nel conte Sir Robert Hode, accompagnato dal suo amico Will Reddin. Robert prende le difese del fuggitivo e così facendo scatena l'ira di Sir Miles, che chiede una punizione severa per l'affronto subito. Per tale compito viene coinvolto il Barone Roger Daguerre, amico di Robert e zio di Lady Marian. Daguerre cerca di dare all'amico una puniione leggera, ma Robert si ribella e fugge via insieme a Will. Come risultato, Robert e Will diventano dei fuorilegge e prendono i nomi di Robin Hood e Will Scarlett. Trovano rifugio nella foresta di Sherwood, dove incontrano il fuorilegge Little John e i suoi uomini. Robin prende così il comando degli uomini della foresta, con l'intenzione di combattere contro l'oppressione normanna. Nel frattempo Robin si innamora, ricambiato, di Lady Marian, ma la ragazza è promessa sposa a Sir Miles. Così il momento culminante del film è l'attacco al Castello di Nottingham per evitare le nozze, durante i festeggiamenti del 1º Aprile. Robin e Marian si sposano, riconciliandosi col Barone Daguerre, che promette un futuro di pace fra sassoni e normanni.

mercoledì 26 luglio 2017

All'insegna dei cavalieri teutonici

Investitura del cavaliere teutonico Agosto 2015
Nel 1198, un gruppo di cavalieri tedeschi, al seguito della Prima Crociata, rifonda l'ordine accentuandone il carattere militare.
Perfezionò tale riforma Federico II intorno al 1212, adeguando gli statuti al modello ospitaliero per gli aspetti religiosi, e al modello templare per quel che riguardava la guerra.Il colore del mantello era bianco (alla maniera dei Templari) contrassegnato dalla caratteristica croce nera patente, simile, nella forma, a quella te
mplare. L'insegna dell'ordine vedeva la croce nera in campo argento, oggi simbolo dell'esercito Tedesco.
 Dante Oliva - Errico Alberto  (Oria) 
Ricorreva sugli scudi e sui sigilli l'emblema dell'aquila, dalle ali aperte e gli artigli protesi a ghermire, ma non difettavano altri animali araldici, quale il leone rampante. Più semplice lo
stendardo, bianco nero crociato.Benchè furono valorosamente impegnati nelle terre d'outremer affinaco dei Templari ed Ospitalieri, i Teutonici allargarono il loro campo d'azione nelle regioni del nord-est, dove c'era da cristianizzare le tribù baltiche e le inesplorate lande orientali. Qui, fin dall'inizio del secolo XIII, intrapresero una complessa opera d'insediamemo e di conquista.
È interessante osservere il ruolo riservato alle donne all'interno dell'ordine, che furono sempre presenti e attive nei suoi ranghi, soprattutto per quanto riguardava l'assistenza ai feriti ed agli ammalati.
Per lo stretto, rapporto d'intesa con l'imperatore Federico II, rappresentato nell'Ordine da maestri di sua fiducia, a cominciare dall'amico e consigliere personale Hermann von Salza, i cavalieri Teutonici acquisirono un esteso potere in Puglia e in Sicilia, dove si trovarono presto a controllare castelli e proprietà d'immenso valore.

Il primo cavaliere. Regia di Jerry Zucker 1995

IL PRIMO CAVALIERE Regia di Jerry Zucker



Uno dei cavalieri della Tavola Rotonda, Sir Malagant, abbandona la corte di Camelot incendiando i villaggi di confine per sottomettere la coraggiosa regina di Leonesse, Ginevra. Ginevra ha intenzione di sposare Re Artù di Camelot, non solo per essere protetta, insieme al suo villaggio, ma anche perché lui era stato amico di suo padre, ora morto. Mentre si trova in viaggio verso Camelot, Ginevra viene rapita dalle guardie di Malagant. Per salvarsi Ginevra si lancia dalla carrozza nel bosco, inseguita dalle guardie. Sta per essere sopraffatta quando Lancillotto, un giramondo abile con la spada e che si batte per denaro, la salva. Egli decide di portarla verso Camelot, dove Ginevra sposerà Artù. Durante il tempo trascorso insieme, tuttavia, fra i due nascerà un sentimento, che Ginevra respinge con tutte le sue forze perché convinta che il matrimonio con Re Artù sia un suo preciso dovere. Arrivati a Camelot, i due si separano, ma Lancillotto decide di rimanere per partecipare ad una giostra di abilità di combattimento, organizzata fra i festeggiamenti delle imminenti nozze fra Re Artù e Ginevra, il cui vincitore avrà come premio un bacio della futura regina. Pur vincendo, Lancillotto decide di non richiedere il premio promesso, limitandosi a baciarle la mano. Questo gesto, insieme alle sue abilità come combattente, persuadono Artù ad invitarlo ad unirsi ai cavalieri della Tavola Rotonda.
Poco dopo Malagant rapisce Ginevra e la rinchiude nel suo castello, dal quale Lancillotto, fingendosi messo reale, la libera. Durante il viaggio di ritorno a Camelot, Lancillotto prova ancora a far innamorare di sé Ginevra, che finge di non ricambiare i suoi sentimenti. Lancillotto le rivela che il motivo che l'ha spinto ad essere un vagabondo è stato assistere, da bambino, alla scena di alcuni banditi che incendiavano il suo villaggio, uccidendone tutti gli abitanti, rinchiusi in una chiesa. Al loro ritorno a Camelot, Artù offre a Lancillotto il posto che era stato di Malagant alla Tavola Rotonda, fra la sorpresa degli altri cavalieri e la preoccupazione di Ginevra, la quale teme che alla lunga i suoi sentimenti verranno scoperti. Lancillotto accetta, felice di aver finalmente trovato qualcosa per cui vivere e combattere. Poco dopo il matrimonio fra Artù e Ginevra, arriva un messaggero da Leonesse che racconta che il villaggio è stato invaso dagli uomini di Malagant. Artù, insieme ai suoi cavalieri, parte alla volta del villaggio per liberarlo. In questa occasione Lancillotto dimostra una volta di più il suo valore. Ritornato, Lancillotto annuncia a Ginevra la sua intenzione di lasciare Camelot, perché rispetta troppo Artù per rimanere e rischiare di commettere qualche errore a causa dei suoi sentimenti per lei. Ginevra tuttavia non riesce più a negare il suo amore, e gli offre quel bacio vinto alla giostra, che egli non aveva mai ricevuto. Tuttavia proprio in quel momento vengono scoperti da Artù, che stupito rinchiude prima Lancillotto e poi chiede spiegazioni in privato alla fanciulla. Dopo questo decide di rendere pubblico l'accaduto e farli processare entrambi per tradimento. Nel frattempo, Malagant invade Camelot. Nella battaglia che si ha fra gli uomini di Malagant e quelli di Artù, il Re rimane ferito, colpito da una balestra. Nonostante il re sia in fin di vita, assiste alla sconfitta di Malagant ad opera di Lancillotto, colpendolo con la spada del Re. Prima di morire Re Artù dice le seguenti parole: «Il mio più fedele, il mio primo cavaliere.», e detto questo muore. Il film si conclude con Ginevra e Lancillotto che assistono al funerale di Artù, la cui tomba viene arsa in mare e bruciata con una freccia infuocata.

venerdì 21 luglio 2017

The White Queen



Ambientato durante la Guerra delle due rose (1455 1486). Le vicende narrate si svolgono a partire dal 1464, gli York e i Lancaster sono in guerra per il trono di Inghilterra. Elizabeth, vedova e con due figli da mantenere, si ritrova senza più alcun potere e possedimento quando gli York salgono al potere. Per permettere ai propri figli di seguire una vita dignitosa, affronta a muso duro il re Edoardo IV (Max Irons) che cade nella trappola e si innamora perdutamente della giovane protagonista. I due, infatti, si sposano segretamente nonostante il contrario parere di Lord Warwick, più interessato al potere che ai sentimenti del re. Ma Lord Warwick è in buona compagnia, anche Anne e Margaret faranno di tutto pur di allontanare Elizabeth dal trono.
La prima ed unica stagione è andata in onda in prima visione assoluta su BBC one dal 16 giugno al 18 agosto 2013. In Italia il primo episodio della stagione è andato in onda in anteprima sul SKY il 24 dicembre 2013. La stagione completa è stata trasmessa in prima visione dal 7 gennaio al 4 febbraio 2014 in chiaro  è stata trasmessa su RAI 4 dal 7 gennaio 2015.
Fonte : https://it.wikipedia.org/wiki/The_White_Queen

martedì 4 luglio 2017

Medioevo in Edicola

UN «BUONGIORNO» DI SANGUE
Agli inizi del XIV secolo, il regno di Francia si risolse a stroncare in maniera definitiva gli aneliti indipendentisti delle Fiandre e Filippo il Bello inviò nella regione i suoi soldati migliori, al comando di Roberto d’Artois. Lo scontro decisivo si combatté a Courtrai e l’esito fu ben diverso dalle aspettative...
In età carolingia, la fiandra era un pagus (villaggio) affacciato sul Mare del Nord e dipendente dalla Francia occidentale. Dopo l’843, a seguito della divisione dell’impero, venne eletto a principato autonomo da una famiglia di conti i quali seppero approfittare del caos determinato dalle invasioni scandinave e del vuoto di potere centrale, per affermarsi e fondare una dinastia. Baldovino I († 879) e i suoi discendenti estesero il proprio dominio verso il Sud, scontrandosi con la potenza normanna e con il re di Francia. Col passare dei secoli, le Fiandre si distinsero per la produzione di tessuti, realizzati dapprima nelle aree rurali e poi in città, e quindi esportati sempre piú lontano, facendo sí che la regione soppiantasse l’area della Mosella e si imponesse come il principale polo industriale dell’Europa settentrionale. La crescita urbana che accompagnò quella commerciale e industriale provocò un aumento della domanda di approvvigionamento da parte di città che crescevano a vista d’occhio: Gand, Bruges, Ypres si rivolsero all’importazione di cereali dal Nord della Francia e dai Paesi germanici vicini. Le città fiamminghe conobbero dunque una grande prosperità, di cui, in una prima fase, beneficiò la famiglia comitale. Queste relazioni internazionali, però, provocarono due fenomeni che si alimentavano a vicenda: da un lato l’affermazione del patriziato urbano, dall’altro le brame dei re e dei grandi principati vicini, quali la Francia e l’Inghilterra. Nel corso del Duecento la società fiamminga era lacerata tra il mondo rurale e quello urbano, tra città rivali, tra nobiltà cittadina e corporazioni dei mestieri, tra tessitori e follatori. Il clima internazionale era altrettanto incandescente e quando l’aristocrazia si riavvicinò al re di Francia, contro il quale aveva in precedenza lottato per l’autonomia, maturò l’insofferenza popolare destinata a sfociare in una rivolta. Nel XIV secolo la Fiandra era una pedina importante, giocata tra il re di Francia e il re d’Inghilterra. I banchieri e i commercianti fiamminghi, infatti, intrattenevano relazioni economiche col Plantageneto, in quanto importavano le calde lane inglesi. Di converso, i sovrani capetingi si sforzarono di annettere la contea di Fiandra ai domini reali e, a partire dal 1296, condussero numerose campagne militari con l’obiettivo di sottomettere le città fiamminghe.
Fonte : http://www.medioevo.it/

venerdì 23 giugno 2017

Il castello, un' invenzione del medioevo ?

Il castello di Gradara (Emiglia Romagna)
Intorno alla fine del IX secolo gran parte dell’Europa fu interessata da un fenomeno che gli storici chiamano incastellamento, ovvero il moltiplicarsi di castelli e opere di fortificazione che si protrasse fino al XII secolo, provocando notevoli cambiamenti nel mondo medievale.
Il castello non rappresentava soltanto la nobile dimora di un signore al riparo dai pericoli esterni, al contrario divenne col tempo un vero e proprio fulcro della vita del Medioevo; intorno ai castelli sorsero infatti veri e propri villaggi fortificati in grado di accogliere entro le proprie mura gruppi di famiglie che qui trovavano riparo prestando in cambio la loro manodopera nelle terre del castellano. Vivere in un castello del Medioevo non era semplice di inverno le sale dei Manieri erano molto gelide e spesso si accendeva il camino in modo che potesse riscaldare l'ambiente.

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