lunedì 18 settembre 2017

Le sentinelle del Re

Nell'alto medioevo i primi castrum erano solo piccoli villaggi abbastanza primitive, difesi da contrafforti, ponti levatoi e torri in legno. I castelli erano fatti di solito di terra battuta e legno. Le palizzate erano fatte con pali e legno e la terra che si otteneva per scavare il fossato. Questi castrum erano inalzati su alture dette "motte", dove sarebbe poi nata la torre centrale.. Con gli inizi del X secolo  questi edifici erano costituiti da un grande torrione detto "mastio"ultimo baluardo da difendere in caso di assedio, che doveva servire da magazzino per le provviste e naturalmente servire a scopo militare in grado di ospitare una piccola guarnigione di cavalieri.  Nel mastio quasi sempre viveva il castellano. 
la città merlata di Carcassonne, in Francia
Il  torrione non era più l'unico edificio del castello, doveva avere a disposizione una sala di rappresentanza. I castelli quindi si trasformarono in borghi merlati,  con la residenza del signore, le abitazioni dei contadini. Di solito il territorio intorno al castello dipendeva dal feudatario, compresa la parte boschiva e agricola. Con il passare dei secoli i castelli si dotarono di nuove trasformazioni in campo militare: nacquero le merlature a coda di rondine che testimoniava la potenza dell'impero e infine i merli guelfi che ostentavano la potenza del papato, durante la guerra tra guelfi e ghibellini.

Bibliografia: Dossier Civiltà, Castelli Forza e bellezza d'Europa. Vito Bianchi ( l'Europa si cinge di mura)

domenica 17 settembre 2017

il nuovo numero di Medioevo misterioso in edicola


Come nasce un castello feudale?


I castelli  erano fatti in modo da difendere i loro occupanti contro i nemici. 
Il maniero era spesso munito di palizzate per rallentare i movimenti dei nemici che tentavano di scalare le mura, dalle cortine del castello sporgevano le torri, dalle quali gli arcieri colpivano gli avversari. La porta punto debole di ogni castello era spesso difesa da un ponte levatoio. I battenti erano bloccati all'interno da grosse travi messe di traverso. Una pesante saracinesca in ferro poteva scendere dall'alto per formare una barriera. Ne è un'esempio la porta medievale di Scorrano (Lecce)  dotata un tempo di una forte saracinesca che si chiudeva in caso di assedio. I grandi signori feudali amavano erigere enormi fortificazioni, una solida torre in pietra "Il mastio", tipica fortificazione Normanna sorta a partire dal X secolo.  I milites che vivevano nel castello a seguito del loro signore  difendevano il maniero. Il cavaliere prestava servizio per un certo periodo, poi veniva sostituito da un altro suo collega. I cavalieri dovevano esercitarsi continuamente alla battaglia, e il torneo nacque come pratica all'addestramento bellico in , squadre, i cavalieri sconfitti cedevamo al vincitore cavallo e armatura.

Medioevo Dossier. N.1. (2001)

       Il castello un'invenzione del medioevo 
                     di Vito Bianchi

L'autore del dossier Vito Bianchi  ha voluto in sintesi spiegare come sia nato effettivamente il castello e come sia in realtà più antico del medioevo stesso. Nelle nostre menti  siamo abituati a rievocare l'immaginario dei castelli dame, cavalieri, torture e tornei, ma il castello non rappresenta solo un'edificio in pietra. Rappresenta  una mentalità, al castello associamo di tutto, assedi, cavalieri con luccicanti armature, assedi, olio bollente ecc.  Ma come si è sviluppato il castello nel corso del medioevo? E come si e evoluto ?
Prima del XI secolo i castelli erano fatti di terra legno con una torre quadrata costruita su una  motta, importata dai Normanni nell' Italia Meridionale arrivando fino all'Italia centrale. Con gli inizi del XII secolo le fortificazioni in legno lasciarono il posto a quelle in pietra, molto più resistente, questi edifici erano costituiti da conci in pietra con un grande torrione quadrangolare che doveva servire da magazzino per le provviste e naturalmente servire a scopo militare in grado di ospitare una guarnigione di Milites cioè dei cavalieri armati al soldo del castellano. Queste strutture erano circondate da un' ampio circuito murario, una dimora fortificata con torri circolari agli angoli, in caso di assedio veniva alzato il ponte levatoio per impedire l'avanzata del nemico, il signore non viveva  come il contadino e i suoi consumi erano  maggiori. Il castello non rappresentava soltanto la nobile dimora di un signore al riparo dai pericoli esterni, al contrario divenne col tempo un vero e proprio fulcro della vita del Medioevo.

Vito Bianchi è professore di Archeologia all'Università degli Studi “A. Moro” di Bari




venerdì 15 settembre 2017

La teoria dello storico Marc Bloch sulla cavalleria medievale

scena di un torneo medievale
Negli anni Trenta del XX secolo Marc Bloch sostenne che all'inizio dell'XI secolo lo sviluppo e la diffusione di signorie di banno incentrate sui castelli e dei legami feudali avevano contribuito ad alimentare una crescente cerchia di specialisti della guerra, formati dai signori e dai loro vassalli. Il mestiere di cavaliere andò sempre più specializzandosi e circoscrivendosi a una élite ristretta che diede vita a una cerimonia di iniziazione del cavalierato, l'adoubement, che contribuì alla percezione della cavalleria come gruppo limitato. 
Tra il XII e il XIII secolo essa, definedosi in un ceto chiuso a base ereditaria, passa dalla condizione di "nobiltà di fatto", ovvero dall'organizzazione in forme aperte e fluide, alla condizione di "nobiltà di diritto".
Alla tesi di Bloch che sostenne che la cavalleria si fosse costituita come emanazione della condizione nobiliare, Jean Flori ha eccepito un'altra teoria, del tutto opposta, che considerava la cavalleria come una professione alla quale la nobilità si avvicinò e della cui dignità, col tempo, si appopriò. Il mestiere del cavaliere era inizialmente stato riservato a persone di estrazione variegata e anche di umile origine, come dimostra l'etimologia del termine knight che deriva da cnith che designava il "servitore". 
Solo nel XIII secolo, anche attraverso la formazione di un'etica e di un codice di comportamento del cavaliere, il cavalierato e la carica nobiliare conoscono una chiara sovrapposizione. Fu in quest'epoca che si diffuse la pratica dell'adubement che assegnava aSi svilupparono nuove tecniche militari sotto la spinta delle milizie di fanti che, inquadrate dal Comune, non erano più quella massa incoerente di contadini armati di forcone contro cui la carica della cavalleria aveva avuto sempre successo.
Le milizie cittadine si proposero come strutture sempre meglio organizzate e coese, dotate dell'addestramento acquisito nelle gare cittadine, gare che avevano sviluppato non solo lo spirito d'emulazione ma, cosa ben più importante, lo spirito civico rendendo i cittadini combattenti consapevoli, decisi e, quindi, temibili.
Questi uomini che, normalmente, svolgevano nella vita quotidiana altri compiti, che non le arti marziali, esprimevano, nel momento del combattimento, sotto il gonfalone civico, tutta la loro determinazione bellica, frutto del rancore contro l'aristocrazia militare: essi trascuravano quell'aspetto ludico che era stato una caratteristica del combattimento dei cavalieri. Questi cittadini nel combattimento erano micidiali, le loro picche e le loro quadrelle non lasciavano scampo.

nuove armi.

venerdì 4 agosto 2017

La conquista Normanna del Salento

Normanni a cavallo 
Nel 1055 i Normanni intrapresero e portarono a termine la conquista di quasi tutto il Salento. Goffredo d'Altavilla (1018-1069), fratello di Roberto il Guiscardo, nel 1058 riuscì a impadronirsi di Nardò e Lecce. Nel 1088 venne costituito il Principato di Taranto, assegnato a Boemondo d'Altavilla che includeva anche Oria, Gallipoli e Otranto.
I Normanni tennero corte a Lecce e qui nacque Tancredi d'Altavilla, che ottenne il titolo di conte di Lecce dal 1149 al 1194, con un intervallo dal 1154 al 1169 in cui fu in esilio a Costantinopoli. Tancredi, figlio naturale di Ruggero III di Puglia (1118-1148) e di Emma figlia di Accardo II, conte di Lecce, sarebbe poi divenuto re di Sicilia.
La torre di origine Normanna (San Pietro Vernotico) 
Intanto la contea si era molto ingrandita, difatti ciascun conte aveva annesso sotto la personale giurisdizione feudale altri territori salentini comprendenti grossi centri abitati come Ostuni, Oria, Campi, Maglie, Otranto, Nardò; molti casali tra cui Torchiarolo, Squinzano, Novoli, Trepuzzi, Arnesano, Carmiano, Monteroni, Surbo, San Pietro Vernotico,  Lequile, San Cesario, San Donato, Cavallino, Lizzanello, Vernole, Melendugno, Roca; molti villaggi come, per indicare solo quelli vicini al capoluogo, Merine, Caprarica, Galugnano, Castrì, Pisignano, Acquarica, Strudà, Vanze, Acaia, Cerce
to, Serrano, Stigliano; e inoltre fertili tenute agricole.

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