lunedì 29 gennaio 2018

Il castello, un' invenzione del Medioevo ?

Bodiam, il maniero del XIV Secolo (Gran Bretagna)
I castelli erano fatti di solito di terra battuta e legno. Le palizzate erano fatte con pali e legno e la terra che si otteneva per scavare il fossato. Questi castra erano innalzati su alture dette "motte", dove sarebbe poi nata la torre centrale. Con gli inizi del X secolo questi edifici erano costituiti da un grande torrione detto "mastio",ultimo baluardo da difendere in caso di assedio, che doveva servire da magazzino per le provviste e naturalmente servire a scopo militare in grado di ospitare una piccola guarnigione di cavalieri. Nel mastio quasi sempre viveva il castellano. 
Il torrione non era più l'unico edificio del castello, doveva avere a disposizione una sala di rappresentanza. I castelli quindi si trasformarono in borghi merlati, con la residenza del signore, le abitazioni dei contadini. Di solito il territorio intorno al castello dipendeva dal feudatario, compresa la parte boschiva e agricola. Nel XIV Secolo nacquero le merlature a coda di rondine che testimoniava la potenza dell'impero e infine i merli guelfi che ostentavano la potenza del Signore.. Quando un rampollo di nobili origini era ritenuto maturo per iniziare la carriera da cavaliere, veniva inviato come paggio nel castello di un parente, spesso un zio,oppure un grande signore feudale. Alcuni cavalieri ricevevano dal signore un pezzetto di terra incambio del servizio militare, questi vassalli governavano un piccolo castello, generalmente in pietra. Il cavaliere prestava servizio per un certo periodo, poi veniva sostituito da un altro suo collega. Il castello era prima di tutto la residenza di un signore feudale, tra i privilegi del rango c'era talvolta il grande lusso di avere una stanza privata che garantiva al castellano una certa intima con la sposa. I signori disponevano di enormi castelli, affidavano la cura del maniero alla sposa che in assenza del marito avrebbe curato l'amministrazione del Castello

I castelli più antichi risalgono all'epoca carolingia. Costituto da un'altura artificiale sormontata da una torre in legno, da una o più palizzate in legno e da un fossato, raramente riempito d’acqua. Nel XII secolo nacquero i manieri in pietra.  Le prime cinte dei castelli erano protette da difese esterne che avevano il compito di evitare di essere attaccati dai nemici. Il barbacane costituiva uno dei primi ostacoli che l’eventuale assalitore trovava al suo arrivo. Il barbacane era una grossa torre protetta da un ponte levatoio e da una saracinesca in ferro dotata di piccole feritoie a forma di croce fortemente strombate verso l’interno. Alla sommità delle mura di cinta si trovava il camminamento di ronda, protetto da una parapetto merlato  che serviva alla sorveglianza della fortezza e delle campagne circostanti. Uno degli edifici più  importanti è la dimora del feudatario chiamata mastio, suddiviso in più piani. Qui il signore amministra la giustizia, riceve gli ospiti, pranza e riceve i vassalli.  Ai piani più alti si trova la sua camera e quella della sposa, raggiungibili attraverso  una stretta scala scavata nella parete. La sommità del torrione possedeva un camminamento di ronda munito di bertesca e piombatoi. Ma la vita quotidiana all’interno di queste mura era abbastanza monotona. I nobili si annoiano, cercano di stare fuori di casa più possibile, andando a caccia, nei tornei o in guerra, mentre  le donne stavano sempre richiuse nel torrione a badare alle faccende di casa e a filare. Di rado il maniero si animava di festa, solo nei giorni festivi  di Natale o di Pasqua si accoglievano i visitatori, i giullari e i trovatori che raccontavano le gesta di re Artù e dei suoi cavalieri , i saltimbanchi, i pellegrini ecc. Mentre la moglie del signore rimaneva nel castello, il signore del castello  giostrava nei tornei corteggiando  giovani fanciulle, oppure passava il proprio tempo nelle taverne in compagnia di giovani prostitute. La moglie non poteva che accettare il proprio consorte aiutandolo in sua assenza nell’amministrazione del castello.
                                                                                                    
                                                                                                          Alberto Errico


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